La biblioteca Alessandrina

Roma, Palazzo della Sapienza, biblioteca Alessandrina, presentazione con lo storico dell’arte dottor Claudio Strinati.

Il progetto

La Biblioteca Alessandrina si trova al primo piano dell’ala sinistra del Palazzo della Sapienza, parte del complesso di Sant’Ivo. Fu fondata da papa Alessandro VII Chigi, dal quale prese il nome, nel 1667, anno della morte di Borromini, e fu aperta al pubblico nel 1670. La biblioteca possedeva circa 30.000 volumi, una quantità enorme per l’epoca.
Il progetto rientrava negli interventi che Borromini sviluppò per il completamento dell’intero complesso della Sapienza. L’architetto predispose gli spazi della nuova biblioteca universitaria, progettando un grande salone suddiviso in tre campate, coperto da volte a vela e dotato di scaffalature lungo le pareti. Purtroppo Borromini non vide la sua opera completata, poiché morì prima della conclusione dei lavori.

Presentazione di “Le volte celesti”

Il 15 aprile del 2026, nella Sala Alessandrina, il luogo più appropriato esistente a Roma  per immergersi nel mondo di Borromini, si è parlato del romanzo Le volte celesti con il Dottor Claudio Strinati, storico dell’arte, divulgatore e già soprintendente per il Polo Museale Romano.
La discussione è stata accompagnata dalla lettura di alcuni passi tratti dal romanzo a cura di Edoardo Raiola, attore di cinema, televisione e teatro.
L’incontro è stato presentato dalla Dott.ssa Giovanna Mentonelli della Biblioteca Universitaria Alessandrina.

Durante la conversazione è emerso un aspetto particolarmente interessante legato al romanzo Le volte celesti: la validità di raccontare la vita e l’approccio alle opere di Borromini attraverso la narrazione, criterio ritenuto efficace soprattutto sul piano divulgativo.
Per l’occasione è stato inoltre esposto il verbale giudiziario originale redatto dal luogotenente del Tribunale Criminale del Governatore di Roma. Nel documento, steso mentre l’architetto era ancora vivo e lucido — Borromini morirà il giorno seguente, il 3 agosto 1667 — viene riportata, attraverso le sue stesse parole, la dinamica dell’accaduto.