Scrivere d’architettura
Scrivere d’architettura — per avere una certa credibilità, specialmente se a parlarne è un architetto — comporta necessariamente l’uso di termini tecnici e specifici. Molti nomi sono ormai entrati nella quotidianità: tutti sanno cosa sia una colonna, pochi invece sanno cosa sia una lesena e credo che persino qualche studente di architettura non abbia del tutto chiara la differenza rispetto a una parasta; elementi apparentemente simili, ma concettualmente diversi.
Questo vale del resto per ogni disciplina. Immaginate una serie televisiva ambientata in un pronto soccorso, con medici indaffarati che parlano usando soltanto sinonimi: risulterebbero poco credibili.
La tecnologia attuale ci permette, con pochi clic, di scoprire in un attimo il significato sia di “lesena” sia di “parasta”, tranquillizzandoci durante la lettura. Ho pensato comunque, per assaporare meglio la lettura cartacea e lasciare per qualche ora da parte la nostra appendice tecnologica, di non abbandonare il lettore a qualche dubbio amletico.
Alla fine del romanzo ho quindi inserito un semplice glossario, con i termini architettonici del barocco, utile per addentrarsi nel mondo borrominiano e naturalmente nell’architettura: un lessico architettonico per lettori curiosi.
Abaco:
terminazione superiore del capitello di una colonna.
Braccio:
il braccio romano equivaleva a 2,5 palmi e circa 55,8 cm.
Ciborio:
arredo sacro, tabernacolo.
Cornice:
membratura aggettante formata da più modanature parallele.
Edicola:
struttura di piccole dimensioni, con la funzione di ospitare o contornare un elemento.
Esedra:
ambiente aperto dalla forma di emiciclo.
Fabbrica:
nel XVII secolo, il termine “fabbrica”nell’uso comune indicava un cantiere in costruzione.
Festone:
ornamento composto da rami intrecciati, fiori e foglie.
Intercolunnio:
spazio compreso fra due colonne.
Intradosso:
superficie inferiore di un elemento architettonico.
Lanterna:
struttura sopraelevata posta al culmine di una cupola, che porta luce all’interno con anche funzioni decorative e simboliche.
Lesena:
partitura verticale della parete, con funzione prevalentemente plastica o ritmica.
Membratura:
elemento ben identificabile di un organismo costruttivo.
Mistilineo:
figura composta da segmenti e curve.
Modanatura:
elemento sagomato a scopo decorativo o di raccordo.
Navata:
spazio longitudinale interno di una chiesa, delimitato da colonne o pilastri, che conduce all’altare.
Palmo:
Il palmo romano corrispondeva a circa 22,3 cm.
Parasta:
elemento verticale con finalità strutturali, inglobato in una parete dalla quale sporge leggermente.
Pennacchio:
elemento di raccordo tra l’imposta di una cupola e la struttura sottostante.
Pronao:
portico anteriore di un edificio classico.
Serliana:
apertura simmetrica con vano centrale arcuato e laterali rettangolari architravati.
Strombatura:
svasatura del muro in corrispondenza alle aperture.
Tamburo:
struttura di forma cilindrica o poligonale che sostiene una cupola.
Tiburio:
struttura cilindrica o poligonale che racchiude al suo interno una cupola.
Trabeazione:
elemento orizzontale del sistema trilitico, composto da architrave, fregio e cornice.
Transetto:
nelle chiese con pianta a croce, navata trasversale che interseca quella principale, formando la tipica croce latina.
Tribuna:
spazio sopraelevato, dove prendeva posto il vescovo.
Voluta:
elemento decorativo a forma di spirale.
Vedi anche: Elementi architettonici
